Vittorio Sgarbi ospite al Museo del Cedro
Vittorio Sgarbi ospite al Museo del Cedro

Vittorio Sgarbi ospite al Museo del Cedro

Il Museo del Cedro non è solo un’esposizione di oggetti, ma il custode di una storia millenaria che intreccia agricoltura, religione e cultura mediterranea. La sua sede, all’interno del seicentesco Carcere dell’Impresa, aggiunge un fascino storico unico al percorso.

Ecco le tappe fondamentali della storia che il museo racconta:

1. Le origini antiche e l’arrivo in Calabria

Il cedro (Citrus medica) è considerato il capostipite di tutti gli agrumi. Arrivò in Italia probabilmente grazie alle migrazioni ebraiche o tramite i commerci ellenici. Nella Valle del Lao e lungo la costa cosentina, ha trovato un microclima perfetto: riparato dai venti e con temperature miti.

2. Il legame con la cultura Ebraica

Questo è l’aspetto più affascinante della storia. La varietà “Liscio Diamante” di Santa Maria del Cedro è considerata dai rabbini di tutto il mondo come l’unico agrume che risponde ai requisiti biblici per la festa di Sukkot (la Festa delle Capanne).

  • Ogni anno, tra luglio e agosto, le comunità ebraiche giungono in Calabria per selezionare i frutti perfetti (senza macchie e con la forma corretta) da utilizzare nel rituale.
  • Il museo documenta questo legame spirituale che dura da secoli.

3. L’epoca dell’industrializzazione e il declino

Tra la fine dell’800 e la metà del ‘900, l’industria della canditura divenne il motore economico della zona. Il cedro veniva esportato in tutto il mondo. Tuttavia, con l’avvento dei surrogati chimici e l’urbanizzazione della costa, la produzione rischiò di scomparire.

4. La rinascita: Il Consorzio e il Museo

Il Museo nasce per iniziativa del Consorzio del Cedro di Calabria per evitare che questo patrimonio andasse perduto.

  • Il percorso espositivo: Si snoda tra pannelli didattici, antichi strumenti agricoli e una sezione artistica (la “Cedro Art”).
  • Il riconoscimento: Il museo celebra il Cedro di Santa Maria del Cedro come prodotto DOP, proteggendo la qualità e l’autenticità del frutto “Liscio”.

Curiosità: “L’oro verde”

Il museo spiega perché il cedro era chiamato così: non solo per il valore economico, ma per la sua versatilità. Dalla medicina antica alla profumeria moderna, fino alla gastronomia (famose le marmellate e il liquore al cedro), ogni parte del frutto veniva valorizzata.

Vorresti che ti aiutassi a pianificare un itinerario per visitare anche le cedriere (i campi di coltivazione) vicine al museo?


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