Una foca monaca a caccia nel mare di Punta Campanella
Una foca monaca a caccia nel mare di Punta Campanella

Avvistamento ritenuto eccezionale, le raccomandazioni dell’Area marina ai diportisti

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Nel mare un po’ increspato di ieri (domenica 5 luglio) in Penisola sorrentina è ricomparsa la foca monaca. Protagonista – presumibilmente con vari esemplari – di diversi avvistamenti nel corso del 2025. Il mammifero è stato visto e filmato nella zona A, quella di riserva integrale, dell’Area marina di Punta Campanella, al largo di Massa Lubrense. Era a caccia, come testimoniano le immagini che la ritraggono con una preda in bocca e che sono state riprese dai sub del Centro Subacqueo di Torre del Greco, proprio al termine della loro escursione nei fondali. «È un video bellissimo e significativo – commenta Pierluigi Capone, Direttore dell’area marina protetta – perché evidenzia quanto sia importante tutelare integralmente alcune zone. La biodiversità cresce ed offre a specie come la foca monaca, ritornata dopo quasi un secolo di assenza, un sito ricco di prede e dove può cacciare senza il disturbo delle attività umane». Informano da Punta Campanella che negli ultimi 14 mesi sono stati 24 gli avvistamenti di foca monaca nella Zona Speciale di Conservazione situata tra la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e Capri. In collaborazione con Ispra, l’area marina protetta sta monitorando la specie anche con fototrappole in siti che si presume possa frequentare – alcune grotte – e con la ricerca in mare di tracce del DNA. «L’invito ai diportisti – sottolineano da Punta Campanella – è sempre lo stesso e vale per tutti gli animali selvatici: in caso di incontri vanno mantenute le distanze, vanno evitati i rumori ed ogni tipo di interazione e va contattata l’area marina protetta oppure l’Ispra, scrivendo a info@puntacampanella.org». La presenza del mammifero marino è un motivo in più affinché i diportisti evitino di trasformare lo specchio di mare tra Capri, la penisola sorrentina e la costiera amalfitana in un’autostrada dove sfrecciare. Il mare va goduto con prudenza e con ritmi tali da poterne apprezzare davvero il fascino. Accade invece, in particolare nei fine settimana di piena estate, di osservare bolidi lanciati a tutta velocità e moto d’acqua che rombano come sulla pista di un circuito, talora anche a non più di 50 o 100 metri della costa. (Fabrizio Geremicca)

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