
Radici Riserva 2017 Taurasi DOCG Mastroberardino
Radici Riserva 2017 Taurasi DOCG Mastroberardino
PRODUTTORE
La cantina Mastroberardino, per alcuni una delle più rappresentative della Campania, è un’azienda vitivinicola che da oltre due secoli, oltre dieci generazioni, riesce a esprimere i valori del territorio irpino con passione, qualità, innovazione e tradizione, valorizzando i vitigni autoctoni dell’Irpinia e della Campania.
La storica sede della cantina della famiglia borbonica dei Mastroberardino in Irpinia risale alla metà del XVIII secolo, quando la famiglia scelse Atripalda, vicino Avellino, per le sue principali operazioni, luogo dove si trovano tuttora le antiche cantine.
Da allora la ha continuato a dedicarsi al culto del vino. Da quel momento, undici generazioni di viticoltori hanno lavorato nell’azienda, producendo e valorizzando le principali varietà di uva della regione, a volte preservandole dalle tendenze del momento, come l’Aglianico, il Fiano, il Greco, la Falanghina, il Piedirosso e la Coda di Volpe, vitigni con radici che affondano nella colonizzazione greca e nella civiltà romana, capaci di produrre vini di grande qualità e durata.
Da anni l’azienda adotta nei propri vigneti pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente nei suoi vigneti, utilizzando materiali biocompatibili e seguendo lo stesso approccio sostenibile durante le fasi di produzione in cantina, dalla vinificazione all’imbottigliamento fino all’invecchiamento.
Mastroberardino è senza dubbio il custode dell’anima vitivinicola dell’Irpinia.
Mentre in Veneto si parla di Corvina, qui entriamo nel regno dell’Aglianico
, del Fiano e del Greco. Mastroberardino non è solo una cantina; è l’azienda che ha letteralmente salvato dall’estinzione i vitigni autoctoni campani dopo la fillossera e le guerre.
I Tre Pilastri di Mastroberardino
L’azienda è il punto di riferimento per le tre grandi DOCG dell’Irpinia:
Taurasi DOCG (Radici): Considerato il “Barolo del Sud”. L’Aglianico qui raggiunge vette di potenza, tannino e longevità incredibili. Il
Radici
è l’etichetta iconica che ha fatto conoscere il Taurasi nel mondo.
Fiano di Avellino DOCG: Un bianco di straordinaria eleganza, capace di invecchiare per anni (cosa rara per i bianchi italiani) sviluppando note di nocciola e idrocarburo.
Greco di Tufo DOCG: Più minerale, sapido e strutturato, perfetto per chi cerca un bianco di carattere e corpo.
Il Progetto “Villa dei Misteri”
Una delle cose più affascinanti che lega Mastroberardino alla storia (proprio come i romani per la Valpolicella) è la collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei.
Hanno ripiantato i vigneti all’interno degli scavi archeologici, utilizzando le stesse tecniche e gli stessi vitigni dell’epoca romana (come il Piedirosso e lo Sciascinoso), producendo un vino unico chiamato, appunto, Villa dei Misteri.
Differenze di Stile con la Valpolicella
Se stai confrontando queste due realtà:
Struttura: Mentre l’Amarone è opulento, spesso con un residuo zuccherino percettibile e note di frutta appassita, il Taurasi di Mastroberardino è austero, secco, con un’acidità vibrante e tannini che richiedono anni per ammorbidirsi.
Filosofia: Entrambe le zone puntano sulla longevità, ma Mastroberardino è il simbolo della “resistenza” dei vitigni antichi del Meridione.
Un consiglio: Se vuoi provare la loro massima espressione, cerca una vecchia annata di Taurasi Riserva Radici. È un vino che può sfidare i decenni in cantina senza battere ciglio.
Stai pensando di organizzare un tour enologico che colleghi Nord e Sud, o ti interessa approfondire le differenze tra Aglianico e
Amarone a tavola?
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