Natale in casa Cupiello
Presenta
Gaetano Stella
Con
Elena Parmense
Lucio Bastolla
Francesca Brava
Luca Landi
Manuel Mascolo
Daniele Nocerino
Pietro Paolo Parisi
Francesca Stella
Gaia Vicinanza
Teatro Comunale
Luca Barba
Rcvideo
Teatro
“Natale in casa Cupiello” è molto più di una commedia teatrale: è un rito collettivo della cultura italiana, un’opera che mescola comicità irresistibile e tragedia profonda. Scritta da Eduardo De Filippo nel 1931, è diventata il simbolo del Natale napoletano, ma parla a chiunque della fragilità dei legami familiari.
Ecco una sintesi degli aspetti chiave che rendono quest’opera immortale:
1. La Trama e il “Presepe”
La storia ruota attorno a Luca Cupiello (detto Lucariello), un uomo anziano che vive in un mondo tutto suo, fatto di tradizioni e, soprattutto, della meticolosa costruzione del suo presepe.
* L’illusione: Mentre Luca si isola nel suo microcosmo ideale, la sua famiglia reale sta cadendo a pezzi.
* Il conflitto: Sua figlia Ninuccia è infelice nel matrimonio con Nicolino e vuole scappare con l’amante Vittorio. Suo figlio Tommasino (Nennillo) è un fannullone cleptomane che ripete ostinatamente la celebre frase: «A me non mi piace ‘o presebbio».
* La tragedia: Durante la cena della Vigilia, la verità esplode. Luca, incapace di reggere l’urto della realtà che distrugge il suo “presepe di famiglia”, ha un ictus.
2. Personaggi Indimenticabili
| Personaggio | Caratteristiche |
|—|—|
| Luca Cupiello | Il sognatore ostinato. Rappresenta l’innocenza che si rifiuta di vedere il male. |
| Concetta | La moglie pratica e sofferente. È il vero pilastro della casa, colei che nasconde i problemi per proteggere l’illusione di Luca. |
| Tommasino | Il figlio ribelle. Il suo “no” al presepe è un rifiuto delle convenzioni e del mondo del padre. |
| Pasquale | Il fratello di Luca, perennemente in lite con lui, aggiunge una nota di comicità grottesca. |
3. “Te piace ‘o presebbio?”
Questa domanda, ripetuta da Luca per tutta la commedia, è la chiave dell’opera. Il presepe non è solo un oggetto religioso, ma il simbolo di un ordine familiare perfetto che non esiste più.
Solo nel finale drammatico, davanti al padre morente, Tommasino risponderà finalmente «Sì», accettando l’eredità spirituale del padre e segnando un passaggio di consegne doloroso ma necessario.
Curiosità e Versioni
* Il parto trigemino: Eduardo definì l’opera un “parto trigemino” perché fu scritta in tre fasi diverse (inizialmente era un atto unico).
* Le versioni TV: La versione più celebre è quella del 1977 con Eduardo, il figlio Luca e Pupella Maggio. Esistono anche adattamenti moderni, come il film di Edoardo De Angelis (2020) con Sergio Castellitto.
È una commedia che fa ridere di cuore nei primi due atti per poi lasciare un nodo in gola nel terzo. Ti piacerebbe approfondire un personaggio specifico o conoscere qualche battuta celebre diventata proverbiale?
Armando Lamberti
Armando Lamberti
@lucabarba
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