FRANCAVILLA ANGITOLA :: 22/03/2022 :: Un prodotto tutto calabrese, la prima birra in Italia ad essere concepita con l’utilizzo di uve zibibbo. È in produzione da due anni e sta già conquistando l’America. Si chiama Sole Calabro, una birra di Cantine Benvenuto, ideata dallo spirito intraprendente di Giovanni Celeste Benvenuto, presidio Slow Food. Il risultato è una birra ambrata non filtrata, nata dall’inserimento di uve appassite all’interno della cotta che, conferendo zuccheri, aumentano il grado alcolico e la corposità della birra dando tutti quei sentori, quel ventaglio aromatico, tipico dello Zibibbo. Uno stile di birra tutto italiano, l’IGA, Italian Grape Ale, unito a un prodotto che racconta il territorio calabrese, in una in una versione ancora più internazionale. Sole Calabro nasce poco più di 2 anni fa da quella spinta di voler raccontare un prodotto tipico di un territorio, lo Zibibbo, che a Francavilla Angitola, paese che si affaccia su Pizzo Calabro, ha una storia millenaria. Un’uva che è sempre stata utilizzata per produrre un vino secco di cui Cantine Benvenuto è stata la prima a recuperare l’antica tradizione, a vinificare uno Zibibbo IGP in Calabria. «La voglia era ed è quella di raccontare lo zibibbo in diverse declinazioni quindi di voler sperimentare – racconta Giovanni Celeste Benvenuto –. Io che, oltre al mondo del vino, amo tutto ciò che riguarda i distillati e le birre volevo sperimentarla. È una birra che è piaciuta da subito, sia per quello che è l’aspetto gustativo, perché è una birra che mantiene l’amaro ma anche tanti profumi che ricordano lo Zibibbo, e poi perché si riesce ad abbinare, con la sua originalità e la sua piacevolezza nel palato, con dei primi, con delle carni arrosto, non solo con la pizza».

Lo Zibibbo è un vitigno a bacca bianca altamente aromatico, conosciuto ufficialmente come Moscato d’Alessandria. Il suo nome “Zibibbo” deriva probabilmente dall’arabo “zabīb” (زبيب), che significa “uva passa” o “uva essiccata”, un chiaro riferimento al suo utilizzo tradizionale per l’appassimento.


Origini e Caratteristiche

Le origini del vitigno Zibibbo sono molto antiche, si pensa risalgano all’antico Egitto. Da lì, si è diffuso in tutto il Mediterraneo grazie a varie civiltà, come i Fenici e i Romani, trovando una particolare e forte affermazione in Sicilia, in Italia.

I suoi acini sono generalmente grandi, da rotondi a ovoidali, con una buccia spessa e pruinosa (ricoperta da una sottile cera) di colore giallo-verde. La polpa è croccante e possiede un sapore muschiato intenso e inconfondibile. Lo Zibibbo è noto per la sua resistenza ai climi caldi e alla siccità, il che lo rende ideale per l’ambiente mediterraneo.


Usi e Tipologie di Vini

Lo Zibibbo è un’uva versatile, utilizzata per diversi scopi:

  • Uva da Tavola: Grazie al suo sapore dolce e succoso, è spesso consumato fresco.
  • Uva Passa: Come suggerisce il nome, è tradizionalmente essiccato per produrre uva passa.
  • Produzione di Vino: È in questo ambito che lo Zibibbo eccelle, producendo una gamma di stili vinicoli:
    • Vini Dolci: Questa è forse la sua applicazione più celebre. Le uve vengono spesso fatte appassire al sole (metodo passito) per concentrare zuccheri e aromi, dando vita a vini da dessert sontuosi. L’esempio più rinomato è il Passito di Pantelleria DOC, proveniente dall’isola vulcanica di Pantelleria, al largo delle coste siciliane. Questa pratica tradizionale di coltivare lo Zibibbo ad alberello a Pantelleria è stata persino riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2014.
    • Vini Bianchi Secchi Aromatici: Sebbene meno comuni delle versioni dolci, lo Zibibbo è anche usato per produrre vini bianchi secchi, in particolare in Sicilia. Questi vini sono tipicamente aromatici, freschi e possono offrire note di fiori bianchi, agrumi, albicocca e talvolta anche sentori di fichi e scorza d’arancia candita.
    • Vini Spumanti: Alcuni produttori creano anche spumanti dallo Zibibbo, che sono generalmente freschi e gradevoli.

Principali Regioni di Coltivazione e Abbinamenti

Sebbene coltivato in altri paesi mediterranei come la Grecia (dove è conosciuto come Moschato Alexandrias) e la Spagna (Moscatel de Alejandría), la Sicilia, Italia, è il cuore indiscusso della produzione di Zibibbo. L’isola di Pantelleria è particolarmente famosa per il suo Passito di Pantelleria. Anche altre zone della Sicilia, comprese le province di Trapani e la DOC Erice, producono vini significativi a base di Zibibbo. In Calabria, è presente anche in alcune zone, con comuni come Verbicaro noti per il loro Zibibbo.

Abbinamenti Culinari:

  • Zibibbo Dolce (Passito): Eccellente con dolci tipici siciliani (come cannoli, cassata), biscotti secchi, dolci a base di mandorle, formaggi erborinati e stagionati, e foie gras. Servire fresco a 8-10°C.
  • Zibibbo Secco: Si abbina bene con piatti di pesce e frutti di mare, carni bianche, cucina vegetariana, antipasti e formaggi freschi o poco stagionati. Servire a 10-12°C.

Lo Zibibbo, sia come uva fresca, uva passa o vino, incarna la ricca storia e i sapori del Mediterraneo, in particolare i paesaggi assolati della Sicilia.


Scopri di più da Rcvideo Press

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Di Rcvideo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri di più da Rcvideo Press

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere