
ILLUSIONE di Francesca Archibugi (2026)
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina. Indossa un completo d’alta moda ed è bellissima. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni.
La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso.
L’indagine è più complicata del previsto, perché Rosa non sembra avere coscienza delle brutali violenze subite e copre la verità dei fatti. Dietro la maschera di un’incessante gioiosità emerge un profilo psicologico molto disturbato. Come è arrivata a Perugia questa lolita che non sembra una normale prostituta e che si comporta come una bambina?
Per la sostituta procuratrice Rosa diventerà la chiave per un’indagine internazionale su scenari inquietanti. Per lo psicologo sarà un altro tipo di indagine, interiore, che lo porterà a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar.
Con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Aurora Quattrocchi e con Filippo Timi.
Una produzione Fandango con Rai Cinema in coproduzione con Joseph Rouschop per Tarantula, prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci.
L’opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
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Francesca Archibugi è una delle voci più intime e sensibili del cinema italiano contemporaneo. Regista e sceneggiatrice, ha saputo raccontare come pochi altri le dinamiche familiari, le fragilità dell’adolescenza e i chiaroscuri della borghesia, sempre con uno sguardo empatico e mai giudicante.
Ecco i punti chiave per inquadrare la sua carriera e il suo stile:
Il Debutto e il Successo
Archibugi si è formata al Centro Sperimentale di Cinematografia e ha fatto un ingresso folgorante nel mondo del cinema:
- Mignon è partita (1988): Il suo esordio alla regia, che le è valso ben 5 David di Donatello. Un film delicato che esplora il primo amore e lo scontro tra culture diverse all’interno di una famiglia romana.
- Verso sera (1990): Con Marcello Mastroianni, un’opera che intreccia politica, ideali e legami intergenerazionali.
Uno Stile Distintivo
Il cinema della Archibugi non cerca lo spettacolo muscolare, ma la verità dei sentimenti. I suoi tratti distintivi includono:
- La direzione degli attori: Ha una capacità straordinaria di ottenere interpretazioni naturali, specialmente dai giovanissimi.
- L’adattamento letterario: Spesso collabora o trae ispirazione dal mondo della letteratura (come nel caso de Il Colibrì, tratto dal romanzo di Sandro Veronesi).
- Il quotidiano come palcoscenico: Le sue storie si svolgono spesso in interni domestici, dove i silenzi dicono più delle parole.
Opere Recenti e Rilevanti
Oltre ai classici, negli ultimi anni ha firmato lavori di grande impatto:
- Il nome del figlio (2015): Un adattamento teatrale brillante e feroce che mette a nudo i segreti di un gruppo di amici.
- Vivere (2019): Una cronaca familiare tesa e malinconica.
- Il Colibrì (2022): Un’opera ambiziosa che attraversa decenni di vita del protagonista Marco Carrera, interpretato da Pierfrancesco Favino.
- La Storia (2024): La serie TV tratta dal capolavoro di Elsa Morante, che ha riscosso un enorme successo di critica e pubblico per la sua capacità di restituire il dolore e la dignità della Storia con la “S” maiuscola.
“Il cinema è un modo per non sentirsi soli, per condividere con gli altri le proprie paure e le proprie speranze attraverso i volti degli attori.”
Ti interessa approfondire un suo film in particolare o magari il suo recente lavoro di trasposizione per la serie La Storia?
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